Amare la birra vuol dire amare la propria terra: è la storia del Birrificio Sabino

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Amare la birra vuol dire amare la propria terra: è la storia del Birrificio Sabino

Amare la birra vuol dire amare la propria terra: è la storia del Birrificio Sabino

Amare la birra vuol dire amare la propria terra: è la storia del Birrificio Sabino

Passione, tecnica, dedizione e amore per il territorio: gli ingredienti che rendono le birre del Birrificio Sabino un prodotto unico. Ecco perché il 15 novembre abbiamo organizzato una serata TOP on TAP, per farti conoscere queste birre imperdibili, nate nel cuore del Lazio. E quale modo migliore di fare le presentazioni se non quello di lasciare la parola ai fondatori? Abbiamo fatto due chiacchiere con Alessandro Consumati, che insieme all’amico Marco Colafigli ha dato vita ad una realtà così radicata nel territorio, ma allo stesso tempo integrata nella realtà brassicola internazionale. Vi raccontiamo la loro storia.

Parlaci del vostro birrificio: com’è nato, la sua storia e la sua filosofia

Il Birrificio Sabino apre ufficialmente nel giugno del 2016. L’idea però ha origini antiche ed è nata da me e da Marco, il mio migliore amico dai tempi delle scuole medie. Durante l’ultimo anno di liceo abbiamo iniziato a fare birra insieme ma una volta finita la scuola ci siamo trovati davanti al bivio di dover rendere conto alla vita e di scegliere cosa fare del futuro. L’idea di trasformare la nostra passione in un lavoro si era già installata in noi anche se il tutto era iniziato come gioco goliardico. L’inesperienza e la giovane età ci hanno fatto accantonare questo progetto e abbiamo entrambi deciso di iniziare l’università. Dopo un anno e mezzo ho capito che non era quello che volevo fare, gli studi non andavano male ma avevo voglia di realizzare questo sogno nel cassetto. Ho deciso di prendermi un anno di pausa per provarci. Le birre erano buone, le cose andavano bene e ho continuato a lavorare per portare avanti il progetto mentre Marco ha continuato anche a studiare: ad aprile 2016 eravamo pronti. Da lì è andato tutto in discesa: all’inizio la nostra cantina era piccola, da 15 ettolitri, ora abbiamo una cantina da 80 ettolitri. Abbiamo appena messo su un nuovo impianto, siamo in crescita.

La nostra filosofia ha un duplice sguardo, oltre al lato brassicolo ci stiamo impegnando a fondo per promuovere la rivalutazione del territorio in cui viviamo e in cui siamo cresciuti: la Sabina, da qui anche il nome del birrificio. L’idea è quella di essere un’azienda giovane sul territorio ma nello stesso tempo radicata. Vogliamo creare una di rete di contatti tra le attività di zona, fare quello che la generazione precedente non è riuscita a fare. Non è semplice e sicuramente ci vorrà del tempo, però siamo un territorio ricco di potenzialità, che va scoperto e valorizzato.

Nel Birrificio Sabino siamo in tre, io, che mi occupo della parte commerciale, Marco, il mio socio, che si occupa principalmente dell’organizzazione, ed Emanuele, un nostro collaboratore che gestisce moltissime attività, dalla fase produttiva, ai confezionamenti fino alle consegne.

Come nascono le vostre birre e quali sono le loro caratteristiche principali e particolarità?

Nella produzione ci siamo da sempre ispirati al Belgio e alle birre luppolate, poi abbiamo iniziato a dedicarci alle sour ed in seguito è nata l’idea di utilizzare la frutta, creando una gose, una birra acida molto più fresca e veloce da produrre. Come birrificio abbiamo molta più possibilità di dare sfogo alla creatività e di sperimentare nuove idee, abbiamo degli stabilimenti all’avanguardia che ce lo permettono. Ecco perché nel nostro lavoro non manca mai il divertimento. Io e Marco creiamo insieme le ricette dall’inizio, siamo persone molto diverse ma sulla produzione e sulle birre siamo sempre andati d’accordo.

Nel nostro birrificio produciamo cinque birre classiche disponibili tutto l’anno oltre ad una serie di prodotti stagionali. Per quanto riguarda le classiche parliamo di luppolate e di una belgian golden strong ale. Con luppolate intendo delle IPA dove diamo molto spazio al luppolo per valorizzarlo al meglio. In contemporanea stiamo portiamo avanti un progetto di bottaia sour dove tutte le birre sono barricate in botti, le Farmhouse. In più c’è tutta una parte di lavoro dedicata alle saison, birre d’ispirazione belga realizzate con cereali poveri, non maltate, dove il lievito è l’attore principale. Per queste birre spesso utilizziamo grani antichi locali: nel territorio sabino ci sono molti produttori e mulini a pieve dove si possono trovare anche farine.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Tra gli obiettivi per il futuro c’è sicuramente quello di ingrandirci e di incrementare il litraggio della cantina per far lavorare a pieno regime il nuovo impianto. Ci piacerebbe coprire le regioni in cui non siamo ancora distribuiti, trovare nuovi collaboratori che possano valorizzare il nostro prodotto in zone che ancora non lo conoscono.

10 birre, 10 universi differenti, 10 prodotti unici

Sei curioso di sapere quali meraviglie potrai assaggiare venerdì? Leggi attentamente.

LOCH

Wee Heavy 8,8%. Loch è una strong scotch ale color tonaca di frate con accattivanti riflessi rubini. Presenta una schiuma ocra, abbondante e persistente. Al naso emergono evidenti note di caramello seguite da frutta secca, fichi, cacao e cioccolato fondente. In bocca è un inno al malto, piena ed elegante, la sua morbidezza accompagna il palato verso un finale complesso, secco ma allo stesso tempo lungo ed avvolgente. Nasconde bene la sua gradazione alcolica pur mantenendo un corpo sostenuto ed una carbonazione medio bassa che le donano importanza senza intaccarne la beva.

MERCURIO

Sour Saison 5%. Mercurio è una birra dedicata alla primavera, alla sua leggerezza e all’incredibile capacità di stupirti ogni volta che la incontri. L’aroma risulta dominato dalla freschezza della fermentazione lattica che si intreccia in un intrigante incontro con un classico lievito saison: a sigillare il loro matrimonio troviamo un infusione di fiori di melograno ed ibisco. L’imbocco è subito acidulo, la segale compartecipa a meraviglia con l’animo indomito dei lieviti conferendole note rustiche seguite da una bella secchezza che viene abbracciata da sentori agrumati e di frutti di bosco. Il finale è secco, estremamente pulito con un acidità controllata.

CRAZY RABBIT

Double Ipa 8%. Double Ipa di ispirazione west coast, al naso emergono i sentori tropicali ed agrumati dei luppoli utilizzati. Al palato entra morbida per finire in un amaro rotondo che ne facilita la beva. Il corpo medio nasconde pericolosamente la gradazione alcolica.

IL LAMPIONAIO

Sour Saison 5,4%. Il Lampionaio è una sour saison con aggiunta di pesche biologiche in fermentazione. I suoi attori principali sono le pesche e la fermentazione lattica che si legano con la delicatezza dei lieviti saison utilizzati. A fare da regista troviamo la base maltata di Mercurio che la rende rustica, secca ed elegante.

MARTE 2.0

American Pale Ale 5,6%. American Pale Ale molto morbida, caratterizzata da un forte aroma fruttato che spazia dai sentori di frutta tropicale agli aromi resinosi e agrumati dei luppoli utilizzati. L’ imbocco è delicato ma cambia velocemente in un’esplosione di agrumi, su tutti mandarino e pompelmo.

GOSE DA MATTI ACE EDITION

Fruit Gose 4%. La ACE edition, ispirata all’omonimo succo, è ottenuta con l’infusione di arance, carote e limoni nel mosto della Gose da Matti. Il corpo esile e zelante scivola via con facilità. La parte sapida si lega armoniosamente con gli agrumi utilizzati, mentre la dolcezza della carota bilancia la bevuta. Il finale è secco, pulito e lievemente acidulo.

ACCIA

Ipa 6,5%. Birra di aspetto dorato intenso, ispirata alle facili bevute della west coast. Il luppolo è dominante e riflette le caratteristiche di quelli americani. In bocca rivela tutto il suo carattere luppolato, esile e facile da bere nonostante la sostenuta gradazione alcolica. Presenta un amaro deciso ma equilibrato che la rende complessa e persistente terminando con note agrumate e resinose.

GIOVE

Belgian Golden Strong Ale 8,5%. Birra di stampo belga, di aspetto dorato intenso, offre una schiuma abbondante, compatta e persistente. L’aroma è fortemente caratterizzato dal lievito che conferisce un ricco bouquet di sentori fruttati, tra i quali si possono distinguere banana, mela, melone, frutta a pasta gialla matura. Al palato si presenta inizialmente dolce, con una corposità non invadente, andando a sfociare in un finale caldo, avvolgente e delicatamente amaro.

IL GEOGRAFO

Farmhouse 7,2%. Il Geografo è una Saison molto rustica, fermentata con un blend di lieviti di origine belga e batteri lattici. Dopo la fermentazione primaria viene fatta riposare per 10 mesi in botti di vino rosso ex Chateau Margeaux. Durante gli ultimi giorni vengono aggiunte direttamente in botte un blend di erbe egiziane, provenienti dal deserto del Sinai.

IL VANITOSO

Saison 4,8%. Il Vanitoso è una Saison “moderna” dove i sentori agrumati e resinosi dei luppoli americani utilizzati si legano con eleganza agli esteri conferiti dal blend di lieviti belga utilizzati.

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